BRESCIA 08-09-10 AGOSTO 2011
COMMENTO TECNICO ALLE PROVE
Circa due mesi fa, ho raccolto con piacere l’invito a far parte della giuria delle prove per Continentali in zona DOC del 8-9-10 luglio 2011 organizzate dal Gruppo Cinofilo Bresciano ed al quale esprimo, ancora una volta, il mio ringraziamento.
Con questa mia nota, intendo, in primis, ribadire alcuni concetti oramai consolidati .
Le prove di caccia, quando effettuate su terreni e su selvatici capaci di mettere in risalto intelligenza venatoria , hanimus e venaticità dei singoli soggetti, rappresentano verifiche funzionali di alta valenza zootecnica.
Una corretta selezione del cane da ferma , se vogliamo ottenere soggetti validi ausiliari nella caccia cacciata, da dare in mano al cacciatore per conservarne le innate doti venatorie, non può non passare attraverso verifiche funzionali a selvaggina naturale.
LONATO e zone viciniori , già palestre nel corso degli anni trascorsi di prestigiose prove nazionali ed internazionali, ha dimostrato ancora , per quanto mi riguarda ( ma anche per quanto ho avuto modo di sentire esprimere ai colleghi esperti giudici presenti) di possedere ampiamente i requisiti richiesti onde poter valutare e segnalare soggetti in possesso, al massimo grado, delle caratteristiche prescritte dalla “NOTA” della caccia pratica.
Nel corso di queste prove, ho avuto modo di verificare diversi soggetti ed altrettanto diverse zone; di seguito quanto emerso.
Selvaggina di indubbia qualità.
Per la cronaca, nella batteria giudicata a Manerba, nel corso di undici turni, ho assistito all’involo di cinque brigate di starne e di due covate di fagiani.
Tangibile segnale che chi opera, sta raccogliendo i frutti di un lavoro che, seppur stimolato da diversi fattori, si sta conducendo da tempo , con determinazione ed efficacia.
Per quanto riguarda i risultati tecnici, devo segnalare buona la percentuale di cani nella “nota del concorso” nella prova con turni a singolo.
Qualche marcata carenza invece è emersa invece nelle prove in coppia.
Nel corso di queste prove , non ho evidenziato altrettanta elevata percentuale di soggetti nella “nota” .
L’argomento merita momenti di riflessione da parte delle società specializzate deputate a sancire, sotto l’egida dell’ ENCI , criteri di selezione e miglioramento delle razze tutelate.
Non ho avuto il piacere di assistere, tranne in sporadici casi , a turni caratterizzati pur, restando nella nota del continentale , da indipendenza dal compagno, scambio del terreno per un maggior rendimento venatorio, rispetto ecc. ecc.
Io credo che spesso ed erroneamente, il Turno in coppia venga considerato come la sommatoria di due turni a singolo .
A conferma di quanto sopra evidenziato ancora pochi , i soggetti che hanno dimostrato di possedere, tra le altre doti, il consenso spontaneo, dote altamente desiderabile e desiderata.
Non vorrei , con questa mia nota , agitare gli animi di quanti non la pensano come me, dei quali rispetto il parere pur non condividendolo, ma poiché selezione significa miglioramento qualitativo sia sul piano morfologico che funzionale, allora io credo che dobbiamo necessariamente tendere ad un miglioramento senza necessariamente snaturare la natura e gli atteggiamenti del “continentale”.
Se vogliamo dare una vera valenza tecnica alle prove in coppia e considerarle nel giusto significato zootecnico, dobbiamo migliorare le qualità naturali e la predisposizione dei nostri cani.
Avremo bisogno di tanto tempo , lo so; ma credo sia necessario selezionare in tal senso.
Sorge spontaneo chiedermi riferendomi a chi pratica ancora la caccia, se è motivo di piacere e di goduria assistere all’azione di due cani che si rispettano, che ispezionano Tutto il terreno alternandosi sui lati e che rispettano il compagno in ferma.
E’ altresì indubbio il beneficio di tale pratica ai fini del rendimento venatorio.
Chiedo invece se e quanto è limitativo invece il non poter utilizzare insieme più soggetti.
Tra l’altro dal confronto emerge l’equilibrio, l’intelligenza.
Nei regolamenti, e non a caso, il conseguimento della qualifica minima di M.B. in coppia in zona doc è ritenuto indispensabile per il campionato di lavoro.
Chiusa questa parentesi, che a mio parere meritava essere aperta, concludo con la segnalazione dei cani che nelle tre giornate mi hanno meglio impressionato.
La solita Dolly ed il giovane Toby (condotti da Boschi ), Zibi’ di S. Tommaso alla frusta di Bianucci al quale ho ritenuto giusto assegnare oltre alla massima qualifica anche la certificazione e che , nel barrage a tre, in giuria plurima, ha ottenuto il CACIT .
Meritevole anche Clay un valido Epagneul Breton condotto da Goffi : soggetto al quale ho attribuito un meritato PRIMO ECC nella prova “speciale in coppia ” di Venerdì pomeriggio.
Per concludere Tre giornate all’insegna della sportività, della correttezza, della socialità nell’aggregazione.
Dulcis in fundo, un doveroso , sentito e meritato complimento per l’organizzazione : La segreteria che ha fatto si che nulla restasse al caso riducendo al minimo i “tempi morti” e gli accompagnatori, anima insostituibile di queste prove, conoscitori dei luoghi e dei selvatici presenti.
Il Resto , uscendo necessariamente dal tema, affidato al dolce ricordo di un paesaggio unico e di un banchetto a base di Spiedini, cullati dalle onde del Lago di Garda , ad ammirare il luccichio delle luci riflesse e lontane , che illuminano le tanto rinomate quanto ambite coste: mete turistiche , delizie dei “pochi” ……
PIETRO GARRO Giudice Esperto ENCI.


